Dopo vent’anni di attese, sono arrivati i primi mezzi a Verona e apre la fase dei collaudi
Dopo oltre vent’anni di attese e cantieri, la prima filovia è arrivata a Verona. Un momento storico dalla valenza simbolica che apre la fase finale prima dell’entrata in esercizio del nuovo sistema di trasporto rapido di massa.
Il primo mezzo filoviario è stato consegnato ad AMT3 nelle scorse ore, mentre un secondo è arrivato in occasione della presentazione ufficiale. Entro giugno ne arriveranno altri quattro, per un totale di sei veicoli destinati alle prove tecniche e ai collaudi dell’intera infrastruttura.
L’Assessore alla Transizione Ecologica, Ambiente e Mobilità del Comune di Verona Tommaso Ferrari ha colto l’occasione per una riflessione sul ritardo strutturale della città: “Non lo dico io, basta vedere le realtà vicine. Padova ha una linea di tram e ne sta realizzando altre due. Da noi oggi arrivano i primi mezzi della filovia. Questo è un ritardo strutturale rispetto alla nostra città ed è un ritardo che dobbiamo colmare”. Ferrari ha ribadito la necessità di non fermarsi davanti alle difficoltà: “Serve più trasporto pubblico a Verona? Se la risposta è sì, allora le opere vanno fatte”. Tra gli obiettivi futuri il prolungamento verso il Quadrante Europa, il potenziamento della rete ciclabile e la progettazione della Gronda. “Il rischio, altrimenti, è quello che abbiamo visto con la filovia: ritrovarsi ad aspettare vent’anni per vedere arrivare i primi mezzi”.
Il presidente di AMT3, Giuseppe Mazza, ha inquadrato l’evento come una tappa: “Questo non è un punto di arrivo, ma un altro punto di partenza dell’importante percorso che stiamo realizzando a Verona per avere un nuovo trasporto rapido di massa”. Sei autisti di ATV stanno completando la formazione e il 18 giugno sosterranno l’esame per l’abilitazione alla guida. I collaudi — che riguarderanno mezzi, linee elettriche e sistemi tecnologici — proseguiranno per tutta l’estate. “Entro fine anno, senza dubbio, ma proveremo ad anticipare ulteriormente i tempi”, ha assicurato Mazza.
A chiudere la giornata il direttore generale Mario Pollicelli: “C’è tanta emozione. È un gran giorno, anche se arriva in ritardo, nel senso che Verona lo aspettava da tanto, troppo tempo”. Pollicelli ha voluto ringraziare l’intera struttura di AMT3, il RUP ingegner Menna, il presidente e il consiglio di amministrazione: “Senza il lavoro di tutti questo risultato non sarebbe mai stato possibile”.